“Dovresti muovere il culo dal divano!!” ecco perché chi ti dice così è profondamente antipatico ma non ha tutti i torti. Stress, infiammazione e meccanismi di regolazione in quarantena. Alcuni spunti pratici.

In questi giorni di forzata permanenza sul divano e tra gli sportelli del frigo, due sono i nostri più probabili nemici:

lo stress e la sedentarietà.

Entrami sono in grado di agire in maniera incisiva sul nostro fisico, alterandone la sua naturale omeostasi (a noi osteopati piace tanto parlare di omeostasi) e aumentando quello che in osteopatia è definito carico allostatico. Ma cosa è questa Allostasi? È fondamentalmente, detta in parole semplici, la capacità del nostro sistema di mantenere l’equilibrio (omeostasi) in caso di variazione di situazioni ambientali, come lo stress. Il carico allostatico si manifesta quando i nostri sistemi, in particolare quello nervoso, non sono più in grado di gestire efficacemente queste variazioni che portano ad una serie di adattamenti del tessuto e che possono essere terreno fertile per un futuro disturbo.

Da un punto di vista fisiologico le reazioni di stress innescano una cascata biochimica che, in condizione di stimolazione per lunghi periodi, possono diminuire la nostra risposta immunitaria (in particolare le difese contro virus e trasformazioni maligne cellulari inibendo i Th1) e aumentare le nostre risposte infiammatorie. *1

Lo stesso aumento di peso, verosimilmente derivante anche dalla diminuzione dei nostri livelli di attività fisica, potrebbe favorire un innalzamento dei livelli di infiammazione. Ovviamente non bisogna vivere in una condizione di ascetismo alimentare ma è bene non esagerare, soprattutto se già ci troviamo in una condizione al limite*2.

Il nostro organismo fa fronte all’innalzamento dell’infiammazione attraverso diversi meccanismi. Le principali vie di regolazione interna sono il CAP (Circuito riflesso antinfiammatorio colinergico vagale) e l’asse HPA (Asse ipotalamo-ipofisi-surrene). Queste due vie lavorano insieme proprio per modulare la risposta infiammatoria *5. Il CAP è appunto un riflesso che si esplica grazie alla presenza del decimo nervo cranico o Nervo Vago. Questo nervo è la principale via di regolazione parasimpatica e collega il cervello anche a grossi organi quali polmoni, cuore, fegato, cistifellea, stomaco, pancreas e intestino, e non solo. Diciamo che è parecchio lungo (non a caso il suo nome deriva dal latino vagus: vagabondo) e ha un sacco di lavoro da fare! La sua connessione col cervello avviene attraverso due vie: una afferente (dalla periferia al cervello), che coinvolge circa l’80% delle sue fibre, l’altra efferente (dal cervello alla periferia), per il restante 20 % circa delle fibre *6. La via afferente percepisce ciò che succede in periferia nel nostro corpo, registrando i livelli di citochine infiammatorie rilasciate in una determinata zona (le citochine sono molecole proteiche mediatori chimici dell’infiammazione) e informa il cervello. L’informazione registrata a livello centrale mette in atto una serie di risposte necessarie a ridurre tale infiammazione, tra cui l’attivazione dell’asse dello stress e del sistema nervoso ortosimpatico HPA *7.

Detto ciò possiamo quindi considerare il vago come la principale via di regolazione parasimpatica, essa però espleta la sua attività antinfiammatoria lavorando sinergicamente col sistema nervoso ortosimpatico. L’azione viene quindi svolta dai due sistemi insieme *8.

Tornando al nocciolo della questione: è stato dimostrato che lo stress cronico riduce l’attività antinfiammatoria vagale. È interessante notare che i nuclei vagali durante la regolazione dell’infiammazione collaborano con i centri superiori come la corteccia prefrontale e l’amigdala. Queste due strutture sono implicate nella pianificazione dei comportamenti complessi cognitivi e, nel caso dell’amigdala, si trova una importante area emozionale strettamente connessa al nucleo ambiguo da cui nasce il vago cardiaco *9, questo a conferma del fatto che non possiamo separare le emozioni dal nostro corpo, le une influiscono sull’altro e vice versa.

  immagine neuroscienze.net

Fatte queste semplici e sicuramente incomplete premesse, come possiamo agire su questo sistema evitando quindi questi spiacevoli effetti dello Stress e dell’infiammazione in un periodo di reclusione come questo?

Una delle cose da fare può essere ricercare la modulazione del nostro network attraverso semplici esercizi quotidiani. È stato più volte dimostrato che tecniche meditative, una alimentazione corretta, e regolare attività fisica sono in grado di stimolare il nostro sistema nervoso autonomo nel senso del mantenimento omeostatico.

Dedicate una oretta al giorno a voi stessi eseguendo una routine composta da:

esercizi aerobici come salto della fune, plank mountain climber con elevata frequenza, jumping jack.

Non dimenticate mai di lavorare con esercizi fondamentali per il rinforzo e il mantenimento del tono trofismo muscolare come piegamenti sulle braccia, addominali e squat.

Aggiungete poi lavori di de-tensione muscolare e fasciale come lo yoga o in alternativa lo stretching.

È molto utile lavorare sugli esercizi di respirazione effettuando profonde e lente respirazioni diaframmatiche e toraciche sempre stando in posizione supina. Rimanete a occhi chiusi e effettuate 35 profondi respiri.

Infine una cosa molto interessante è l’attivazione del sistema vagale attraverso l’esposizione controllata al freddo. Una doccia fredda di 30 secondi o un panno freddo sul viso per la stessa durata di tempo sono in grado di attivare i neuroni colinergici che attraversano questa innervazione dandoci una piacevole sensazione di distensione e rilassamento *3.

Alla fine di tutto questo non dimenticatevi di fare spesso l’amore, il coito innalza i livelli di prolattina in corpo, un ormone ipofisiario con potenti effetti antiinfiammatori e rilassanti *4.

Se lo dice la scienza….

Dott. Marco Giuseppini

Osteopata e Fisioterapista

Via Tigellio 22 Cagliari

Cell. +39 3929218558

Bibliografia:

*1  Endocrinology of the stress response, E. Charmandary, Annual review of Phisyology 2005; 67:259-84

*2 Il numero di Gennaio 2001 della rivista “Pediatrics” un gruppo guidato dall’olandese Marjolein Visser ha messo in evidenza la correlazione misurando i livelli di PCR nel sangue di ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 16 anni di età, mettendo in evidenza come la PCR sia elevata quando i chili sono troppi.

Low grade systemic inflamation in over weight children, Pediatrics, 2001; 107, n 1

*3 Makinen et all. Autonomic nervous function during whole body cold exposure before and after acclimatation. 2008 Aviat Space Environ Med; 79(9): 875-882

*4 S.S.C. Yen, R.B. Jaffe, La prolattina nella riproduzione umana, Endocrinologia della riproduzione, Verducci Roma 19

*5 McAllen et al. The interface between cholinergic pathways and the immune system and its relevance to arthritis” 2015, Arthritis Res Ther, pag 17-87

*6 Kenney, Gante “Autonomic nervous system and immune system interaction” 2014 Compr Physiol 4(3):1177-200

*7 Egea “Anti-infalmmatory role of microglial alpha 7 nAChRs and its role in neuroprotection” 2015, Biochem Pharmacol 97: 463-72

Elenkov et al. “The sympathetic nerve an integrative interface between two supersystem: the brain an the immune system” Pharmacol Rev, 52:595-638

*8  McAllen et al. The interface between cholinergic pathways and the immune system and its relevance to arthritis” 2015, Arthritis Res Ther, pag 17-87

*9 Tonhajzerova et al. “Vagal funcion indexed by respiratory sinus arrythmia and cholinergic anti-inflammatory pathway” 2013, Resp Physiol Neurobiol, 187 :78-81